Nero come la pece

Il lutto non ha mai sfiorato la mia famiglia. Avevo ormai l’illusione che fosse così per sempre, che eravamo invincibili, invece purtroppo anche noi siamo umani. Siamo umani, teniamo alle cose e alle persone, e soffriamo con loro quando queste ultime stanno male.

Sono abituata ad avere al mio fianco tutti e quattro i nonni, sempre, mentre purtroppo altre persone non hanno avuto questa fortuna. Ora, all’età di quasi vent’anni, sto per perdere anche io questo privilegio per colpa del cancro, quella famigerata malattia che ho visto solo nei film. Bene, ora la sto vivendo anche nella realtà. E fa davvero schifo.

Neanche dieci minuti fa ho letto su Facebook un post di un tipo che si crede scienziato, professore, filosofo e maestro di vita tutto insieme, di cui però trovo la moralità, l’educazione e il tatto altamente discutibili. Ha detto che il tumore è qualcosa che ci cerchiamo, mangiando male e vivendo altrettanto sbagliato. Ora, va bene promuovere le proprie filosofie di pensiero come quella dei fruttariani e dei vegani, ma quanto devi essere piccolo di mente se per farlo devi far soffrire altre persone? Credi che tutte le persone ammalate se lo siano cercate? Che quelle già morte non avessero voluto guarire, o proprio non ammalarsi? Dice che non si è abbastanza attaccati alla vita se ci si ammala, che basta la volontà per tornare sani. Io a questo soggetto regalo solo un grosso e sonoro vaffanculo, che non è proprio il massimo dell’educazione su un blog che leggono svariate persone, ma ora come ora sinceramente non m’interessa nulla dell’apparenza. Piango da stamattina perché le condizioni di mio nonno sono peggiorate, si sta spegnendo lentamente, e devo sentire da un borioso che si crede invincibile perché mangia frutta e verdura e denigra la carne, uno che a quanto pare non hai sofferto così tanto per permettersi di fare un commento così, che mio nonno non ha abbastanza voglia di vivere. Che ha meritato di ammalarsi.

Il mondo mi fa veramente schifo in questo momento. E non dico gli italiani, perché magari in questo momento ci sono cinesi, americani o spagnoli che stanno dicendo la stessa cosa ma io non so le loro lingue. Quindi me la prendo con il mondo, che a volte fa davvero completamente schifo.

Oggi andrò a trovarlo e sarà un vero e proprio atto di forza. Vorrei poter dire che non piangerò, ma non è così, perché io di fronte alle ingiustizie piango, senza ritegno, soprattutto quando non sono in grado di renderle giuste.

Immagine di black, skateboard, and gif

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