Chiedersi perché 

Mi sento sola. Non sempre in realtà, solo qualche volta.

Quelle volte le sento nell’aria, già dalla mattina appena mi alzo. Capisco che quel giorno andrà male, sento la tristezza che mi scorre nelle vene senza un motivo apparente.

Quei giorni sono difficili, grigi e pesanti. All’università mi consolo solo con le lezioni e arrivo a trovare coinvolgente persino l’ora di matematica, pur di evitare di pensare. Non sopporto nemmeno l’unico amico che mi sono fatta qui, gli rispondo male e me ne rendo conto, ma non so neanche cosa farci. È più forte di me.

In quei giorni, tutti sembrano più felici. Tutti girano in gruppo, tutti ridono, si raccontano delle serate passate con gli amici, né organizzano di nuove. È una realtà che non mi appartiene più ormai.

In quei giorni, non vedo l’ora di tornare a casa. Mi nascondo sotto le coperte, con qualcosa da mangiare e Netflix, e non mi alzo più. Poi magari verso qualche lacrima, normale routine per me, e mi ritrovo a desiderare, quasi a pregare, che arrivi qualcuno che mi porti via da questa tristezza. Qualcuno con cui condividere la routine, le lezioni, i pranzi, le ore buche. Evidentemente non mi accontento o non sono capace di cogliere le occasioni che mi si presentano, perché di occasioni ne ho davvero tante, ma non c’è nessuna soluzione: mi sento sempre a disagio, di troppo, fuori luogo, e mi ritrovo a pensare che forse un posto in questo mondo per me non esiste.

Altri giorni invece, il discorso cambia. All’improvviso le persone sembrano accorgersi di me, mi parlano, senza che io faccia niente per farmi notare o senza che mi impegni più di tanto.

Forse è questa la strategia perfetta: fare l’indifferente, non volere niente. Ma non funziona sempre nemmeno questo.

Non so davvero cosa potrei fare. So solo che mi sento sola e anche un’incapace. Tutti stanno facendo amicizia nelle nuove università, tranne me. Tutti riescono ad integrarsi tranne me. Tutti trovano il loro posto, tranne me.

E il tempo ormai è scaduto.

Immagine di gif, 13 reasons why, and hannah baker

5 thoughts on “Chiedersi perché 

  1. Ciao, mi sembra tanto di riconoscermi tanto nelle parole che hai detto. Stavolta per me la situazione è diversa, ma comprendo esattamente le tue parole. Adesso che sono all’università è diverso perché sto avendo la fortuna di condividere con delle persone amiche questa esperienza, ma mi sono sentita esattamente nella stessa maniera per cinque anni di liceo e non è stato bello. Non è facile farsi amicizie in un contesto in cui magari molte persone si conoscono tra di loro o semplicemente sembrano avere un grande carisma. So che mi odierai per aver detto questa frase, ma dai tempo al tempo. Piano piano riuscirai ad integrarti meglio e a fare amicizia. Sii sempre te stessa e non cercare di plasmarti agli altri solo perché vuoi fare amicizia con qualcuno. È dura, lo so, ma se rimani te stessa troverai qualcuno a cui piacerà la tua compagnia.
    Scusa per il commento lunghissimo, ma è come se il tuo post mi stesse parlando e non ho potuto fare a meno di commentare.
    In bocca al lupo 😊😊

    Piace a 1 persona

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