Happiness only real when shared

Immagine di gif and into the wild

Oggi non era la giornata più adatta per un filmone di una tale portata come Into the wild. O forse sì, perché visto e considerato il finale, non sarei riuscita a sopportarlo in una diversa situazione senza sentire la necessità di spalancare la finestra e mettere fine alla mia miserabile vita. Così invece mi è scappata qualche lacrima, ho speso qualche riflessione importante sul filo trascinante della mia esistenza e ho sentito il bisogno di scrivere. Strano, perché mi ero disabituata a sfogarmi sulla tastiera di un computer e riscoprire un tale piacere è davvero una bella sensazione.

Into the wild è il film preferito di una mia amica e non faccio più fatica a capirne il motivo. Un film con la F maiuscola; drammatico sì, ma mai pesante o noioso. Un film che ti porta a riflettere su molte cose. Ho amato il suo viaggio, dalla prima all’ultima tappa, e per un istante mi è sembrato di maturare e riscoprire il mondo insieme a lui. Ogni sua piccola conquista, ogni persona che finiva per affezionarsi a lui e inevitabilmente doveva poi salutarlo, persino la semplice inquadratura di lui mentre cammina avanti e indietro nel suo pulmino sgangherato nel mezzo dell’Alaska… Ho apprezzato questo film dal primo all’ultimo fotogramma.

Probabilmente parlarne, o scriverne, risulta piuttosto facile. Personalmente, mai farei un gesto tanto estremo come quello di Alex Supertramp (preferisco chiamarlo così), ma ciò non toglie quanto lo ammiri. La nostra società è decisamente più corrotta adesso rispetto ai suoi anni novanta, eppure sono abituata alle strade, alla famiglia, agli amici, a un letto caldo e confortevole e a tre pasti fissi al giorno. Non riuscirei a dimostrare niente fuggendo al riparo nella natura selvaggia come ha fatto lui. Ma forse anche io troverò un modo per dimostrare al mondo che non sono omologata al suo lato capitalistico. Magari troverò anche io un atto che porterà a distinguermi dalla massa. Non resta che aspettare la laurea, dunque. E cosa più importante, preoccuparsi di come affrontare il futuro quando domani mi salterà addosso.

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