Chi c’è, c’è. Chi non c’è, non c’è.

La mia vita è sostanzialmente normale.

Segue una routine ben prestabilita, che si divide tra scuola, casa, campi da tennis e uscite serali, ma solo nel caso del sabato, siamo chiari.

Specificatamente al lunedì, al mercoledì e al venerdì, subito dopo scuola, in un orario che potrebbe uccidere soffocato chiunque non sia abituato a sudare in elevate temperature, ho gli allenamenti al Flora, una società con piscine e tanti alberi che frequento dalla nascita. E ciò sarebbe un bene, visto che i miei genitori non possono permettersi una vacanza al mare, se significasse compagnia di amici con cui divertirsi per interi pomeriggi. Il problema è che non è affatto così: solitamente trascorro il mio tempo all’ombra, seduta su una sedia con un libro tra le mani, e la monotonia è smorzata solo da qualche amica solitaria o da mia sorella, che stranamente non ha le sue amichette intorno e quindi decide di prestarmi attenzione. O per meglio dire, di sfruttarmi.

Di recente, si era profilata all’orizzonte la possibilità che recarsi al Flora avrebbe significato per me anche un piacevole passatempo. La spiegazione è semplice e riassumibile in ben poche parole: ragazzo, palestra e sorriso.

Immagine di adorable, amazing, and traum

Mi ricordavo di lui e della figura poco decorosa che avevo speso in passato in sua presenza, ma non penso che per lui sia lo stesso. Fortunatamente, aggiungerei.

Tutto è iniziato in un pomeriggio piovoso. Eravamo in palestra per gli allenamenti di atletica quando mi accorsi che aveva chiamato una mia compagna di allenamento – che per altro odio – e gli aveva domandato qualcosa. Tra noi c’erano già stati scambi di sguardi frequenti, generati da non so bene che cosa che mi avevano fatto creare tanti castelli in aria. Quella stessa sera poi, mi arriva la sua richiesta di amicizia su Facebook e quelle supposizioni sembrano acquistare una consistenza che rasenta la realtà.

Arriviamo addirittura a salutarci due volte, dopo giorni di soli sguardi – che detto francamente, a lungo andare stancano – e la prima volta il suo “ciao, Giorgia” è talmente affascinante, strabordante di charme, che finisco per sognarmelo anche la notte.

Purtroppo tutto finisce. Ancora prima di cominciare, sostanzialmente.

Non lo vedo da tre giorni e sono certa che il ragazzo che ho intravisto ieri, con i pantaloncini rossi e i raiban che gli assomiglia spudoratamente, è senz’altro frutto di un mio abbaglio. Sono certa che sia partito il primo di giugno e che non tornerà fino a settembre, uccidendo le mie speranze di una mia – prima – storia amorosa estiva. Magari starà agitando il suo bel sederino in un villaggio vacanze e starà sorridendo a una ragazza che non sono io, dopo averla salutata chiamandola per nome.

Illegale. E deprimente.

One thought on “Chi c’è, c’è. Chi non c’è, non c’è.

  1. Allora 1) aspetta aspetta…quest’estate i sabati sera nessuno avrà scampo. E comunque aspetta a perdere la speranza, magari domani te lo ritrovi 2) erm erm…quando vuoi io sono al flora…a giocare a tennis tipo orso o a fingere di allenarmi. Quindi quando hai bisogno di boccheggiare all’ombra with me ci sono :’D

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